Mostre

In corso

PINO MANTOVANI

Il doppio
tra ritratti e autoritratti

a cura di Andrea Balzola e Luca Motto

 

 

Opening 3 luglio ore 17

3 luglio - 31 agosto 2021

La Galleria Scroppo di Torre Pellice presenta, dal 3 luglio al 31 agosto 2021, la personale PINO MANTOVANI. Il doppio tra ritratti e autoritratti a cura di Andrea Balzola e Luca Motto.

La personale esibisce al pubblico una ventina di opere di Pino Mantovani, artista, curatore e storico dell’arte, sulle tematiche di ritratto, autoritratto e figure doppie. La mostra è un tributo dell’Amministrazione comunale a Mantovani per l’attenzione che da sempre ha dedicato nei confronti della promozione dell’arte contemporanea a Torre Pellice, seguitando idealmente la visione di Filippo Scoppo.

Leggerezza e rarefazione, unite all’intensità espressiva, sono modalità distintive della sua opera: le sue figure, che nella pratica costante del disegno (e anche dell’incisione diretta su lastra) emergono da libere matasse o tratteggi di segni veloci e continui, sulla tela sono risolti con gesti che non riempiono mai, accennano, cercano l’essenziale, privilegiano l’incompiuto, con risonanze spontanee, che intrecciano e rielaborano tracce della straordinaria cultura visiva di Mantovani: dalla pittura quattrocentesca a Rembrandt, dalla Secessione viennese a Rothko.  Anche le campiture cromatiche estese sono vibranti ed esaltano il disegno, leggero ma sempre molto sicuro, del corpo ritratto. Spesso compare il tema del doppio, una figura che si ripete o che si confronta con un’altra, creando un misterioso ed evocativo dialogo silenzioso, sospeso, reale e metafisico nello stesso tempo.

Nato a Bagnolo Mella (Brescia) nel 1943, Pino Mantovani vive e lavora a Torino, è artista, curatore e storico dell’arte, allievo di Paulucci, Davico, Calandri, Franco all’Accademia Albertina, dove in seguito è stato docente di “Storia e metodologia della critica d’arte. Esordisce nella pittura a metà degli anni Sessanta, esponendo dagli anni Settanta in molte personali (gallerie Weber, Peola, Carlina, Davico) e collettive. Noti critici hanno scritto sulla sua opera: Passoni, Bonous, Fossati, Bartoli, Dragone, Balzola, Cavallo, Bellini, Fanelli, Rosci, De Bartolomeis, Mulatero, Poli. In tempi recenti, dopo una mostra antologica della Regione Piemonte nel 2007, ha esposto in un ciclo di mostre personali nei musei russi e nel 2021 presso la Civica Galleria d’arte contemporanea Filippo Scroppo di Torre Pellice. La prima produzione pittorica di Mantovani è dedicata a opere molto grandi: “finestre” o “luoghi”, ampie superfici vibranti di tempere monocrome o bicrome, attraversate da sottili segni o composte da grandi quadrati. Spazi immersivi, come la pittura dell’amato Rothko, che assorbono lo sguardo, impregnandolo nella tela insieme al colore e al non colore. Poi, a metà degli anni Ottanta, sulle superfici cromatiche modulate sulla tela grezza, compaiono le figure, inizialmente angeli, evocati dalla più nobile iconografia pittorica, in seguito sagome ieratiche e mitologiche, fuori dal tempo, infine ritratti e autoritratti.